Una delle parti più importanti della genealogia, al di là della mera ricerca di nomi e cognomi, è quella di approfondire le storie dei singoli antenati rendendo più significativa ogni scoperta, e, ovviamente, uno dei periodi storici che si andrà ad approfondire di più, anche perché relativamente recente rispetto a noi, sono le due grandi guerre. Anche i Mellis della Val d’Illasi vennero chiamati alle armi, e tra questi il più sfortunato fu Silvio Antonio.

Mellis Silvio Antonio nasce a Cellore d’Illasi il 28 dicembre del 1887, da Mellis Gabriele e Piccoli Stella, una famiglia contadina che abitava in via Mezzavilla al numero 388. Era il primo figlio maschio della famiglia, dopo quasi un decennio di matrimonio, e probabilmente quello che avrebbe raccolto l’eredità dei Mellis, ma il destino aveva altri piani.
La sua vita cambiò durante la Prima guerra mondiale, all’età di 27 anni, quando venne richiamato in servizio con la mobilitazione del 22 maggio 1915, riuscendo però a ottenere una proroga temporanea per ben due volte, fino al 27 dicembre dello stesso anno.

Tuttavia, il 28 dicembre dovette presentarsi e due giorni dopo venne inviato direttamente al fronte, in quanto la guerra cominciava ad inasprirsi, entrando a far parte del 43° Reggimento Fanteria e successivamente, dal 15 maggio 1917, nella 1170^ Compagnia di Mitraglieri FIAT a supporto del 111° Reggimento Fanteria. Probabilmente si addestrò nella villa Pompei Carlotti di Illasi, che venne requisita dall’esercito durante la Prima guerra mondiale, adibendola alla scuola mitraglieri.
Il 3 agosto del 1916 prese una medaglia al valor militare in quanto partecipò con il 43° Reggimento alla battaglia del Monte Lemerle tra il 10 e il 20 giugno dello stesso anno, sull’Altopiano di Asiago.

Il 18 gennaio 1917 riportò piccole contusioni alla guancia sinistra e al collo a causa di un proiettile di artiglieria. Il 21 agosto dello stesso anno morì nella “Dolina Lombardia”, una depressione in cui si stava riparando, sul Dosso dei Faggi nel carso sloveno, a causa delle ferite dovute a una granata durante l’11^ battaglia dell’Isonzo, una delle più sanguinose.
Purtroppo, non ho trovato altre informazioni in merito, oltre a quanto scritto nei fogli matricolari, ma una piccola soddisfazione rimane a memoria del suo sacrificio. Infatti, davanti alla chiesa di San Zeno a Cellore d’Illasi, all’incrocio tra via 25 Aprile e via Mezzavilla è ancora presente un monumento ai caduti della Grande Guerra, dove compare il suo nome, Mellis Silvio.


Un racconto di Michele Mellis



